16 novembre 1942 La fiamma - Settimanale del Fascismo Parmense

 (esce il lunedì)

RIBALTE E SCHERMI – CINE GUF –REMBRANDT.

Riprenderanno domani sera le proiezioni del Cine Guf. E questa volta gli appassionati invece di salire verso il Parma ed affrontare il freddo vento che scende dall’Appennino, dovranno dirigersi verso quel tranquillo e ottocentesco quartiere entro le cui mura ancora durano gli orti che danno uva saporosa e profumati frutti selvatici. Infatti, sarà il vecchio ed intimo teatro del Collegio Maria Luigia ad accoglierli e ad offrire i migliori di quei film che ancora è possibile trovare.

Charles Laughton, l’indimenticabile interprete della Famiglia Barrett, della Tragedia del Bounty, della Taverna della Giamaica, di Marciapiedi della metropoli, farà la sua apparizione nelle vesti del grande pittore olandese nel film che si intitola appunto L’arte e gli amori di Rembrandt. Questo film, che Korda realizzò nei primi mesi del 1937, rientra in quella serie di biografie e fantasie storiche che si può dire fu inaugurata dallo stesso Korda nel 1935 con Le sei mogli di Enrico VIII anche questo interpretato da Laughton e che il Cine Guf presenterà in una delle prossime serate.....

da G. CALZOLARI, Il Cineclub di Parma e altri circoli 1937-1962

Ed. PPS, Parma, 1995.

 

 

Le origini della critica a Parma

....La storia della critica cinematografica a Parma si può far cominciare dai tardi anni Venti; qualche recensione sulla “Gazzetta di Parma”, in verità, si era avuta fin dal ’24, ma è all’inizio del ’28, quando il non ancora diciannovenne Pietro Bianchi e il ventiseienne Cesare Zavattini entrano nel giornale che ha inizio una fase nuova.

La leggenda, quella tramandata dai parmigiani, racconta che tutto ebbe inizio una sera del marzo 1928, quando Pietro Bianchi e gli altri amici intellettuali convinsero un riluttante  Cesare Zavattini, che sino ad allora si era occupato soltanto di letteratura disdegnando il cinema, a seguirli al Supercinema Orfeo dove si dava La febbre dell’oro.....

...la visione di quel film rappresentò per Zavattini una vera e propria folgorazione, destinata a segnare il corso di tutta la sua felice, feconda vita futura; da allora, infatti, egli si mise a scrivere degli elzeviri di cinema sulla “Gazzetta di Parma”, i primi dei quali uscirono in quello stesso marzo del’28. Non si trattava di recensioni a film; di recensioni vere e proprie Zavattini non ne avrebbe mai scritte e il suo accostamento al cinema è invece, piuttosto, da subito, quello di un operatore o di un teorico, che del mezzo si pone i problemi espressivi non tanto per studiarli e contemplarli dall’esterno quanto per entrarvi ed agirvi in termini creativi.

Ma mentre prima egli aveva pubblicato soltanto pezzi di colore (come il primo apparso sulla “Gazzetta” e forse il primo in assoluto del suo autore, quel Lettere da Fano uscito il19 agosto del 1926, che era il resoconto di una gita compiuta dai collegiali del Convitto “Maria Luigia” in cui Zavattini faceva allora l’istitutore), o di critica teatrale, il quotidiano di Parma fu la sede del suo incontro con il cinema. Come critico letterario, invece, egli collaborava già in quegli anni alla “Fiera letteraria” e al “Tevere” di Roma; lasciò la “Gazzetta”quando, dal 1 luglio del ’28, essa si fuse col quotidiano fascista “Corriere emiliano”.

In quello stesso scorcio di mesi intanto, in quella primavera del ’28, erano usciti alcuni significativi interventi di Pietro Bianchi su Chaplin: “Giorgia, mio amore” (il 22 marzo 1928) era un pezzo sul personaggio femminile de La febbre dell’oro, ma più importante fu Charlot e il circo (28 aprile 1928)....  

R. CAMPARI

  da Parma e il cinema

Banca Monte Parma, 1986

 

Le immagini sono tratte da G. CALZOLARI, Il Cineclub di Parma e altri circoli 1937-1962,

  Ed. PPS, Parma, 1995, pagg. 34, 35.