Giovanni Guareschi

Scrittore

Fontanelle 1908, Cervia 1968

 

G

iovannino Guareschi è nato a Fontanelle di Roccabianca, nella bassa parmense, il 1° maggio del 1908. Dai 18 anni in poi si è sempre occupato di giornalismo e, come attività sussidiaria, ha fatto il cartellonista, l’elettricista, lo scenografo, il caricaturista, l’istitutore, l’ufficiale di censimento, il disegnatore in un laboratorio per la pastorizzazione del latte, il portinaio in uno zuccherificio. Talvolta ha fatto anche lo studente universitario di giurisprudenza, ma pare che, per ora, non abbia intenzione di laurearsi. E’ coniugato e ha realmente i due figli di cui tanto spesso parla nei suoi racconti.

Ha pubblicato, fino ad oggi, undici volumi: La scoperta di Milano, Il destino si chiama Clotilde, Il marito in collegio, Italia provvisoria, La favola di Natale, Lo zibaldino, Corrierino delle famiglie, Diario clandestino, Il compagno Don Camillo, Don Camillo e il suo gregge . E’ stato capocronista in un giornale di provincia, poi redattore-capo del settimanale Bertoldo, poi direttore del Candido e nell’ampia nota che precede la raccolta il lettore troverà tutto quanto può servire per ambientare e, in un certo senso, giustificare i racconti stessi.

Guareschi è alto uno e settanta, scrive esclusivamente a macchina e dorme sul fianco sinistro.

da Mondo piccolo, Don Camillo,BUR

Guareschi scriveva personalmente i risvolti per i suoi libri. All’elenco vanno aggiunti Vita in famiglia e Don Camillo e i giovani d’oggi, pubblicati postumi.

… quando ero al  Maria Luigia

 

 

Il Rettore del Maria Luigia, nel Maggio 1925, deve ricordargli (a mio padre) che deve ancora regolare la mia nota del Convitto.

Cesare Zavattini   che è istitutore al Maria Luigia  in 5a ginnasiale scrive le note sulle mie pagelle che firma per il Rettore Cauzzi:

“Troppo spiritoso. La sua verve è spesso inopportuna. La sue mancanze sono conseguenza d’irrefrenabili doti umoristiche. Veramente intelligente, ottiene per lo studio, con i minimi mezzi, i massimi risultati”. “E’un caposquadra pericoloso. Per fare dello spirito casca facilmente nell’indisciplina. Crede che la sua ottima posizione di scolaro sia  il salvacondotto di non rare licenze”. (pag. 121 )

“Frequento le tre classi di liceo da esterno con la spesa complessiva di due lire al giorno: una lira di caffè e latte e una pagnotta di pane da una lira per passare il mezzogiorno”. ( pag. 126 )

“Mi iscrivo all’Università e, avendo sempre le tasche vuote, devo armeggiare in qualche modo per riempirle: il 5 dicembre entro come istitutore al M.Luigia ( vitto e alloggio assicurati ) dove tutti mi prendono sul serio eccettuati i ragazzini a me affidati”.  “Rimango come istitutore sino al 1930”. ( pag. 137 )

“Dal 1927 bazzico la tipografia di Piazza delle Erbe dove ha sede la Gazzetta di Parma: l’amico Cesare Zavattini mi ci trascina per un braccio una bella mattina di maggio…In seguito l’amico Cesare mi convince a diventare correttore di bozze”.  (pag. 147 )

“ Za è Cesare Zavattini, l’ex istitutore che mi ha tenuto d’occhio al Maria Luigia e che continua a tenermi d’occhio”. (pag. 161)

 Zavattini nel 1935, direttore del Cinema Illustrazione, rivista della Rizzoli, pubblica ogni settimana disegni miei. Li pubblica,  assieme a mie novelle, un altro settimanale di  Rizzoli, Il Secolo Illustrato, diretto da Filippo Piazzi”. (pag. 174 )

 G. GUARESCHI, Chi sogna nuovi gerani, Autobiografia,Rizzoli.