Il glorioso novecento

 

Compagni di celluloide

   

La congiunzione astrale che riunì dentro un solo edificio, dentro un solo istituto, dentro una sola passione un quartetto come 

Cesare Zavattini

 

Pietro Bianchi

 

  Attilio Bertolucci

 

  Giovannino  Guareschi  

non è spiegabile se non con le  gabale e i fondi di caffè: Zavattini istitutore al collegio Maria  Luigia alla fine degli anni Venti, impatta in un allievo dal talento poetico (Bertolucci) e ne intuisce immediatamente la qualità, e si trova in classe anche Giovannino  Guareschi, cugino di Pietro Bianchi. Ma Pietro Bianchi era amico d’infanzia di Bertolucci, da quando frequentava la Biblioteca Circolante di via Farini, e chiamato a collaborare dal neo caporedattore Zavattini alla Gazzetta di Parma (inaugurandone la rubrica di critica cinematografica), convertirà a sua volta al cinema il diffidente Zavattini, l’anno dopo: con le fauste conseguenze che conosciamo.

A questa cricca di amici che più di tutti incrociarono la propria vocazione letteraria alla passionaccia per il cinema e che contribuirono a una stagione irripetibile della cultura locale … gli alunni del MARIA  LUIGIA sono riconoscenti.

 

1928, inizia la critica cinematografica parmigiana

Sarà in questo 1928 che si avrà un primo periodo, abbastanza breve, di vera critica cinematografica scritta da parmigiani, con molti articoli di cinema, scritti da penne diventate poi importanti.

Potrebbe essere considerato questo il primo periodo d’oro per i saggi e gli articoli di cinema apparsi nel primo semestre del 1928 sulla Gazzetta di Parma, prima che la testata venisse assorbita dal quotidiano fascista il Corriere Emiliano dal 1° di luglio dello stesso anno.

Furono due firme adesso molto conosciute a dare al quotidiano di Parma una spinta verso il cinema: Pietro Bianchi con le critiche cinematografiche e Cesare Zavattini con l’elzeviro di cinema.

Entrambi erano entrati nella redazione della Gazzetta nel 1928, quando direttori erano Priamo Brunazzi e Leonida Fietta.

Il 14 Marzo ecco apparire la rubrica Le prime dello schermo con una lunga recensione sul film Il Re dei Re  di De Mille firmata il Portoghese. Tutto lascia supporre che dietro questo pseudonimo si nascondesse Pietro Bianchi, che alcuni anni  più tardi si servirà dello pseudonimo del Portoghese Discreto.

Il 30 giugno 1928  il giornalista stilerà un Compianto della mia pagina dove cita il capo-redattore Zavattini, Gino Saviotti, Attilio Bertolucci, Busolli e finisce dicendo: “perché con la morte della Gazzetta di Parma si è chiuso, amici, e per sempre, il primo capitolo della nostra pensosa e meravigliosa giovinezza.”

Durante il periodo fascista, le critiche cinematografiche di  Bianchi apparivano quasi sempre a sé, nelle pagine della città, precedute dal titolo Cronaca dei Film o, altre volte, inserita nella rubrica Teatri-Concerti-Cinema. 

Pietro Bianchi terrà le redini della critica cinematografica a Parma dal 1935 al 1943. In questi anni a lui va il merito indiscusso di avere elevato il livello culturale e letterario della critica di  cinema parmigiana,  portandola a valori nazionali.

Dopo la liberazione riprende ad uscire la Gazzetta di Parma e  il 30 maggio 1945 riappare la rubrica Spettacoli d’oggi; i cinema erano stati riaperti e proiettavano prevalentemente film americani in lingua originale del P.W.B. con didascalie in italiano.

Riprende subito dopo anche la critica cinematografica, dapprima anonima, ma presto compare la sigla A.B. (era Attilio Bertolucci, 1945-1951)

Su il Resto del Carlino (già Giornale dell’Emilia)  scrivono di cinema Mario Colombi Guidotti dal 1947 al 1950 e Pier Maria Paoletti  nella rubrica Visto per voi dal 1955 al 1958.

Sulla Fiamma (1941- 1943) la rubrica Cinema è firmata da Lorenzaccio (Lorenzo Bocchi).

 G. CALZOLARI, Parma, vicende e protagonisti.