I ritratti dei principi dell’Accademia degli scelti

 

                

         D. Carlo Verri                          Pier Antonio Verri

 

 

Nell’anno 1662 fu istituita, nel Collegio, allo scopo di stimolare maggiormente la diligenza e l’emulazione dei convittori, un’Accademia detta degli Scelti. Tra questi ogni sei mesi veniva eletto un Principe a norma delle Costituzioni date da Ranuccio II che ne fu il fondatore.

La solenne apertura  dell’Accademia venne  fatta il 27 febbraio 1662 dallo stesso fondatore Ranuccio II. Essa divenne, in breve tempo, famosa. Mantenne per impresa araldica l’ alveare con poche api in parte volanti e in parte intente a succhiar gigli. 

Il motto suo fu:

 Vos tantum ex aliis.

 

E’ da notare che, come simbolo di laboriosità, il Collegio aveva già per insegna i gigli azzurri  dei Farnese e un alveare, posto nel mezzo di ameno giardino, al quale si affollano intorno a stuolo le api e, per esprimere che i convittori non lavoravano soltanto per sé,  ma anche per decoro delle famiglie e per il pubblico bene, si scelse come motto:

Vobis atque aliis.

Nei primi anni l’Accademia ebbe carattere letterario, ma poi nel suo pieno sviluppo risultò composta di tre classi:

lettere, arti e specolativa.

 

Ciascuna classe si distingue dal colore diverso della “gala” a cui stava appesa la medaglia d’oro, la quale portava da un lato un giglio smaltato d’azzurro con sopra un’ape e dall’altro l’insegna

 

Inter selectos.

 

Il nastro della medaglia per gli accademici di lettere era rosso; per gli accademici di più classi era dei colori corrispondenti alle classi.

L’Accademia aveva le seguenti Dignità: il principe, gli assessori di specolativa, di lettere, d’armi ed il segretario.

Queste dignità prese in corpo portavano il nome di Magistrato; e i convittori che le coprivano si  chiamavano Primati.

Il Principe era il capo dell’Accademia, e quando scadeva era immediatamente fatto Principe Emerito.

Ciascuno degli Assessori aveva il primato tra gli Accademici della sua classe.

Il Principe riceveva dal Sovrano l’analoga decorazione nel gran Teatro d’Onore, in cui venivano conferiti anche i gradi Accademici, e pubblicate colle stampe le altre dignità inferiori. Esso diventava Emerito alla nuova elezione d’un altro Principe.

Dopo l’ interruzione nel funzionamento del Collegio, interruzione che va dal dicembre 1806 al settembre del 1816,  l’Accademia degli scelti fu ricostituita nel 1821.

A ciascuno dei principi era concesso il particolare onore di lasciare in collegio il suo ritratto ad olio. Quest’uso, che venne a sostituire quello d’inscrivere i nomi dei convittori che difendevano pubblicamente, su certi tabelloni, incominciò dopo il primo decennio del secolo XVIII. Si venne in tal modo a costruire una preziosa raccolta di ritratti che presenta il fiore dei passati allievi ed è, in pari tempo, un ornamento caro e glorioso per il convitto stesso. La raccolta è pervenuta a noi incompleta, poiché molti quadri andarono perduti...

Non si conosce la ragione per cui in nessuno dei ritratti è indicato l’autore. La raccolta ha particolare importanza per la storia del costume italiano nel periodo dal 1712 fin quasi ai nostri giorni.

In una tabellina posta nella parte inferiore della cornice di ogni ritratto, sono indicati il nome, i titoli e la data di elezione dell’effigiato.

Elenco di alcuni ritratti (139)

 

1.     Ritratto del marchese veronese Marco Antonio Pindemonte, eletto Principe dell’accademia degli Scelti nel 1712 (Ufficio economato).

2.     Ritratto del genovese Ottavio Richeri, eletto Principe dell’Accademia degli Scelti nel 1713 (Nel vestibolo).

3.     Ritratto del marchese genovese Giovanni Andrea Spinola, eletto Principe dell’Accademia degli Scelti nel luglio 1714 (Nel corridoio superiore attiguo al teatro).

4.     Ritratto del conte veronese Ottavio Pellegrini, eletto Principe dell’Accademia degli Scelti nel maggio 1715 (Nel corridoio superiore attiguo al teatro).

5.     Ritratto del marchese Grigione  Antonio Guicciardi, eletto Principe dell’Accademia nel novembre del 1716

6.     Ritratto del bresciano Eugenio Maria Covi, eletto Principe dell’Accademia del 1721 (Nel corridoio superiore attiguo al teatro).

7.     Ritratto del bresciano Gaetano Bargnani, eletto Principe dell’Accademia nel novembre 1722 (Nell’economato).

8.     Ritratto del conte Giulio Baiardi, eletto Principe dell’Accademia nel novembre del 1724 (Nel corridoio superiore attiguo al teatro).

9.     Ritratto del conte parmigiano Aurelio Bernieri, eletto Principe nel maggio del 1726 (Nel corridoio superiore attiguo al teatro).

10.  Ritratto del conte parmigiano Ottavio Tarasconi, eletto Principe nel maggio del 1728 (Nel vestibolo).

11.  Ritratto del conte faentino Antonio Cantoni, eletto principe nel maggio del 1730 (Nel vestibolo).

12.  Ritratto del marchese parmigiano Gian Maria Manara eletto Principe nel novembre del 1739 (Nel vestibolo).

!3.   Ritratto dell’Alessandrino Paolo Sappa De’Milanesi, eletto Principe nel 1739 (Nell’economato).

 

E la lista continua.....

E. Trincas, Annuario 1926