PIETRO VERRI

 

Ritratto giovanile

Dopo aver passato alcuni anni nel Collegio gesuitico di Monza, nelle scuole dei Barnabiti di S.Alessandro a Milano, nel Collegio del “ Nazzareno” di Roma, diretto dagli Scolopi, e nelle scuole dei Gesuiti a Milano, Pietro Verri nel 1747 fu accolto nel Collegio dei Nobili di Parma, “che in allora - dice l’abate Isidoro Bianchi -  nei nostri contorni più d’ogni altro Collegio fioriva” per suggerimento del cugino, D. Francesco Trotti, alunno del collegio parmense. 

“Ivi trovò che le cose tutte erano con buon ordine, con ragione e con nobile decenza stabilita; trovò che il capriccio, l’ipocrisia e lo spionaggio non avevano luogo in quel governo regolato con leggi chiare, generali ed invariabili, e, quel che è più, con imparzialità eseguite; trovò che le pene dei trasgressori si riducevano ad un efficace punto d’onore senza recare alcun torto alla loro estimazione; insomma trovò che in quel Convitto si possedeva l’arte di ragionare e di persuadere anche i giovani più indocili e traviati”.

da CAPASSO, Il collegio dei Nobili di Parma, pag. 131