IL PALAZZO DELL’ARENA

 

 

Borgo Lalatta: testimonianze del passato.

 

La sua costruzione, iniziata nell’anno 1159 e terminata nel 1164, testimonia la spontanea sottomissione dei parmigiani all’Imperatore Federico Barbarossa, dopo aver contribuito, con  il loro appoggio alle truppe imperiali,  alla resa di Milano che, sconfitta, era stata obbligata  ad erigere un palazzo al Sovrano.

Scrive Ronchini: 

“Quando Federico di Svezia, eletto re di Germania, scese in Italia (1154), risoluto a restaurarvi i pretesi diritti dell’impero, nel novero della città che a lui aderirono fu Parma, la quale si segnalò in fra l’altre pei servizi prestatigli nel seguente anno, in cui egli, passando fra noi, mosse alla volta di Roma  per farsi coronar imperatore dal Pontefice Adriano IV. Fedele al monarca, tornato con poderosa oste in Italia nel 1158, ella prese parte malaugurata con Pavia, Lodi, Como e Crema ed altre città all’assedio della infelice Milano, la quale ridotta allo stremo dovette pur finalmente arrendersi accettando una capitolazione, che le imponeva giuramento di fedeltà all’Imperatore ed altri patti, fra cui quello di fabbricargli un palazzo. Mentre i milanesi assumevano quest’obbligo costretti, i parmigiani amici di Federico deliberavano spontanei di erigere anche nella propria città una resistenza per lui, a qualunque altra non inferiore.   

(Parma cortigiana)

Il luogo scelto dai parmigiani per la costruzione della regale dimora fu quello dell’antica Arena.

La scelta non fu dovuta al caso.

Il luogo aveva assunto, fin dall’epoca di Giulio Cesare, per gli abitanti di Parma, eredi degli scelti coloni romani che l’avevano fondata nell’anno 183 a.C, un particolare significato, perché rappresentava il potere.

Ed invero, l’anfiteatro (che, in conformità della tradizione, aveva forma ovale, con il diametro maggiore di 155 m e il minore di 117 m), simboleggiava il potere di Roma.

Secondo l’Affò, nei pressi dell’Arena era stato eretto successivamente anche un arco di trionfo in onore di Ottaviano Augusto, quando Parma da colonia Giulia era divenuta colonia augusta.

L’anfiteatro, stando sempre a quanto scrive l’Affò, venne distrutto probabilmente dalle truppe di Narsete, intorno al 550 d.C.

Sulle rovine dell’Arena sorse la regale dimora, adibita anche a sede dell’amministrazione della giustizia.

da COMUNE DI PARMA, Parma e il suo Comune, Grafiche STEP, 1986, pag. 41.