La biblioteca antica

 

 

 

 

 

 

E’

collocata al primo piano del convitto, vi si accede dalla Sala dei Giganti e come questa fa parte dell’antico palazzo Lalatta.

Non si conosce la sua originaria funzione, le dimensioni ridotte fanno supporre che fosse destinata a camera o a cappella privata, voluta da Gabriele Lalatta, zio di Antonio, si presume intorno al 1540 e, in seguito, sotto Maria Luigia, adibita a biblioteca del Convitto.

Nella stanza gli arredi composti da scaffalature, tavolo, alcune sedie, sono da attribuirsi alla duchessa.

La biblioteca contiene numerosi e preziosi volumi.

Da molte altre indicazioni, poi, e dallo stemma, si deduce che molte opere pervennero in seguito a donazioni fatte dai conti San Vitale e che altre furono donate dai Benedettini Cassinesi del Monastero di San Giovanni, che governarono il collegio dal 1831 al 1834.

Secondo quanto risulta da alcuni atti amministrativi, nel 1875 il numero complessivo delle opere era di 1997: ed il numero complessivo dei volumi di 4333.

Oggi abbiamo:

Opere   N. 2169

Volumi N. 4505

( 44 volumi sono di edizione bodoniana).

La biblioteca è tutt’ora fornita di un corredo di libri tale da appagare, in molti rami dello scibile, il desiderio degli studiosi. Così, ad esempio, vi si trovano: molti autori biblici –Santi Padri - Storie sacre ed ecclesiastiche –Concilii e loro storia –Sacre Biografie- Opere di belle lettere- di grandi viaggi- molte collezioni storiche di paesi d’Europa – Enciclopedie- Memorie Accademiche- La privilegiatissima collezione dei classici italiani, pubblicata a Milano dalla Società Tipografica dei classici. Vi sono inoltre: Omero (in foglio imp.) Dante, Tasso, Petrarca, Racine, Fénèlon, La Fontaine Boileau, Bossuet, tutti stampati dal Bodoni; il Dizionario delle scienze naturali stampato a Firenze dal Battelli.

Vi è un volume di diritto canonico del 1487, un incunabolo, uno dei primi prodotti dell’arte della Stampa modellati sull’esempio del manoscritto (origini del 1500). Alcune edizioni di classici sono del 1500, altre del 1600.

( dall’ Annuario 1926, Regio Convitto Nazionale Maria Luigia):

 

Custodita in una teca di vetro, si può ammirare una nave “giocattolo”, regalo del re di Francia, Luigi XV al nipote Don Ferdinando di Borbone, futuro duca di Parma, che doveva servire alla formazione marittima del giovane duca. Un gioco simile è conservato nel palazzo della  Pilotta.

La volta della biblioteca è affrescata dal pittore manierista Michelangelo Anselmi per la committenza di Monsignor Gabriele Lalatta ( l’attribuzione, piuttosto recente,  della stanza a questo artista è della dott.ssa Quintavalle).

Nel centro del soffitto un ovale si dilata in spazi ampi e sagomati, all’interno dei quali delle grottesche si stagliano su uno sfondo di un bel verde cupo.

Si scorge quindi una trabeazione sorretta da colonne ioniche a spirale entro le quali  si aprono della nicchie in cui sono poste 12 figure monocrome, da leggersi come apostoli o profeti  (fonti diverse riportano queste due diciture).

Nella parte più bassa del soffitto si scorgono quattro raffigurazioni, a colori, dei seguenti soggetti:

 

1)  Giona gettato in mare  sta per essere inghiottito  da una balena ( preludio della resurrezione

      di Cristo).

2)   Il serpente di bronzo:  episodio del vecchio Testamento, che si rifà all’esodo degli Ebrei insieme a  Mosè,  dopo il    passaggio del Mar Rosso.

3)   I pretendenti di Maria al tempio: episodio che appartiene ai Vangeli apocrifi, vietati dopo il Concilio di Trento, ambientato all’interno di una Sinagoga. Alcune verghe sono poste sull’ara e solo da una spuntano germogli, quella che fiorirà e che  designerà il pretendente di Maria.

4)   Il quarto episodio, di fronte al “Serpente di bronzo”, riporta: “Il sogno di Giacobbe”. Giacobbe è raffigurato mentre dorme e sogna una lunga scala che congiunge terra e cielo.

 

La biblioteca è stata dedicata a Mario Colombi Guidotti, allievo del Convitto, scrittore e saggista (Parma 1922-1955).