Tommaso Luigi Berta

un singolare ricercatore...

 

Fu uno dei primi e più abili preparatori di "scheletri fogliari" ed il precursore della metodica della "fisiotipia".

Nacque a Montechiarugolo in provincia di Parma l'11 novembre 1783 da Giovanni e Teresa Ugolotti e morì a Parma il 25 novembre 1845.

Fece carriera negli uffici pubblici prima come impiegato in una non ben definita Aranciera ( a Parma o forse a Colorno ), poi nell'Orto Botanico. Infine, con decreto di Maria Luigia, in data 2 ottobre 1835 fu nominato computista delle spese.

Per quanto riguarda la preparazione scientifica, fu un autodidatta e, tuttavia, da questa memoria emergono chiare e inequivocabili le sue caratteristiche etiche e professionali: appassionato studioso della Biologia vegetale, lavoratore instancabile e disinteressato, indagatore metodico ma non privo di felici intuizioni. Ad esempio, vide chiaramente che il progresso della Botanica come scienza stava nel ritorno al metodo sperimentale e che la soluzione dei mille problemi che affliggevano le funzioni fisiologiche delle piante potevano essere risolti dall'esame della struttura.

E Tommaso Luigi Berta cominciò dall'esame della foglia perché gli parve che soprattutto l'anatomia fogliare fosse stata trascurata; ne prese in considerazione la forma, l'origine del lembo, la struttura dell'epidermide e degli altri tessuti con particolare riguardo agli elementi conduttori.

Egli aveva ereditato l'amore per le piante e per l'anatomia vegetale da uno zio paterno, Padre Zaccaria di Piacenza, conoscitore di piante medicinali nel Convento dei Minori Osservanti in quella città ed in seguito lettore di Botanica nell'Università di Ferrara e membro dell'Istituto Botanico di Bologna.

Dallo zio imparò il metodo di ottenere gli scheletri fogliari, che consisteva nel privare le foglie dell'epidermide e degli altri tessuti per mettere a nudo le nervature; ma lo modificò e perfezionò, con pazienza e costanza, al punto di superare il suo maestro e tutti gli altri che prima di lui lo avevano praticato.

Provando e riprovando su migliaia di foglie di specie e di origine diversa, eliminò gli inconvenienti e le alterazioni provocate dai trattamenti chimici troppo lunghi usati dai suoi predecessori; fu in grado di ottenere così, in venti minuti, lo scheletro nudo completo e perfetto delle foglie più resistenti e coriacee. Il Berta intuì inoltre che non era sufficiente preparare gli scheletri fogliari: se questi dovevano essere un mezzo di studio per altre discipline era necessario averne delle copie in modo da poter soddisfare eventuali richieste degli studiosi della materia. Escogitò quindi un metodo di stampa dal vero, facile e rapido e al tempo stesso perfetto anche nei minimi particolari.

Come testimonianza della sua opera esistono parecchie decine di tavole che egli impresse personalmente dal vero  e molti scheletri fogliari conservati in parte nella Biblioteca Palatina di Parma (di cui si ha notizia sino al 1923); pochi altri, incorniciati, si conservano nell'Orto Botanico di Parma. *

Purtroppo non rivelò mai il suo metodo, precludendosi così quel poco di gloria che avrebbe ampiamente meritato.

E malauguratamente nemmeno la Memoria sull'Amatomia delle foglie delle piante ci aiuta a svelarne il segreto.

Maria Grazia Corradi

 

Postfazione della ristampa della Memoria sull'Amatomia delle foglie delle piante di Tommaso Luigi Berta di Parma, Artegrafica Silva, Parma, 1993, Edizione fuori commercio.

    

*Una raccolta di numerose tavole, alcune conservate in un raccoglitore in pelle, altre incorniciate, si trova nella biblioteca antica del Convitto Nazionale Maria Luigia di Parma.