Biografia dell'Abate Gianbattista Guatteri

 

 

 

Nato il 29 Agosto 1739 a Castelnovo di Sotto, Reggio Emilia, compì i primi studi presso i maestri del luogo, trasferendosi nel novembre del 1755 a Parma, per entrare nel corso di umanità. Dieci anni dopo, fu inviato, per decreto di Ferdinando I di recente salito al trono, a studiare botanica e le altre scienze presso l’università di Padova, a spese dell’erario pubblico. L’università di Padova eccelleva allora per la fama e il merito di uomini insigni quali Giovanni Marsili, botanico di rinomanza europea e altri luminari come Morgagni e Vallisnieri. Sotto il magistero di questi uomini e avendo inoltre frequentato a Bologna le lezioni di Ferdinando Bassi per la mineralogia e la geologia, di Gaetano Monti per la medicina e di Pozzi per la chimica, ottenne in due anni la laurea dottorale.

Il I Novembre 1769 fu chiamato a insegnare botanica presso l’Ateneo parmense, carica a lui riservata dal re, convinto che la sua preparazione scientifica e la sua cultura avrebbero contribuito insieme ad altri studiosi, alla riforma degli studi superiori dell’università di Parma.

Sull’esempio del Marsili, abbandona il metodo delle letture e programma il proprio corso su “Ostensioni”, cioè su dimostrazioni oggettive, scelta che, necessitando di materiale fresco sempre pronto, richiedeva la fondazione di un nuovo e più moderno orto botanico. La sua richiesta viene accolta nel giro di pochi mesi e il nuovo impianto va a sostituire il vecchio giardino dei semplici, abbandonato e distrutto durante il periodo di decadenza che aveva attraversato l’Ateneo parmense.

Il nuovo orto botanico, che è poi l’attuale, diventò in pochi anni motivo di orgoglio dell’università e ornamento della città, meritando la considerazione dei più illustri botanici del tempo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 I lavori iniziati nel 1770 richiesero parecchi anni e un grosso impegno da parte del Guatteri che investì in questo progetto gran parte della sua attività e del suo tempo, a scapito della propria salute. Il nuovo orto botanico, che è poi l’attuale, diventò in pochi anni motivo di orgoglio dell’università e ornamento della città, meritando la considerazione dei più illustri botanici del tempo. 

Il Guatteri non poté trarre appieno i benefici della sua opera perché morì prematuramente il I luglio 1793, anno in cui venivano ultimate le serre edificate su progetto del famoso architetto francese E. A.Petitot e che sussistono tuttora. Se consideriamo l’attività del Guatteri in base alle molteplici informazioni contenute nel suo carteggio, nei suoi appunti, memorie, relazioni pervenute ai giorni nostri, dobbiamo concludere che egli è appartenente alla categoria dei naturalisti dotati di cosi ampia cultura da passare indifferentemente dallo studio di un esemplare naturalistico (pianta o conchiglia), a considerazioni di carattere sociale ed economico. Nelle cronache del tempo appariva non solo come direttore dell’orto botanico e professore di botanica all’università, ma anche come ispettore delle miniere e dei fossili, consulente della casa ducale e del governo in tutti i problemi di carattere pratico e scientifico e quindi botanico, minerologo, geologo, igienista, perito agrario, entomologo, economista. Nell’estate del 1789 gli fu affidato l’incarico di aprire un’inchiesta agraria nei Ducati, in seguito al duro colpo che il precedente inverno, molto rigido, aveva inflitto alla situazione critica dell’agricoltura.   

 

M. A. Favali, F. Fossati,Gianbattista Guatteri

Guatteri S.P.A 1993