Pier Andrea Mattioli

                 

                                                            

 

 

                                                         Sfogliamo il libro

 

 

 

 

Medico e naturalista, esercitò la professione a Siena, Roma, Trento e Gorizia, divenendo medico personale di Ferdinando e Massimiliano II. Attento studioso di botanica, (descrisse ben 100 nuove piante), coordinò tutte le conoscenze di botanica medica del suo tempo nell'opera Pedacii Dioscoridis de materia medica libri sex (1544), nota come Commentarii a Dioscoride, che ebbe molte edizioni in latino, italiano, francese, tedesco e boemo.

 

Il titolo rende evidente il collegamento fra il lavoro di Mattioli e il "De materia medica" di Dioscoride, nato in Asia Minore e - al tempo di Claudio e Nerone - famoso medico militare al seguito delle truppe romane. Probabilmente ben conosciuto dal contemporaneo Plinio, a sua volta famoso per la "Naturalis Historia", Dioscoride fuse il suo trattato al più antico manoscritto botanico/medico a noi pervenuto: il Codice di Anicia, citato come "Codex Vindobonensis", realizzato a Costantinopoli nel 512 d.C.

La prima edizione dei "Discorsi" di Mattioli è del 1544, ma l'opera fu realizzata senza corredo iconografico. Bisogna attendere l'edizione del 1565 per arrivare a quello che è considerato il testo che più di altri ha accompagnato la diffusione della botanica nel tempo, ed è poi rimasto elemento di confronto e riferimento sino ad oltre la metà del XVIII secolo: un volume "in folio" composto di 1459 pagine, in cui sono incluse più di 1000 xilografie (tecnica d'incisione rilievografica in cui si asportano dalla parte superiore di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno).

Negli scaffali della libreria della biblioteca antica del Maria Luigia si trova il libro di P. Andrea Mattioli  Discorsi sui libri di Dioscoride Anazarbeo, recante però sulla copertina il titolo di Del modo di distillare le acque da tutte le piante – et come vi si possino conservare i loro veri odori e sapori. Si legge, nel frontespizio

 

STAMPATO IN VENETIA

NELLA BOTTEGA DELLI HEREDI

DI VINCENZO VALGRISI

MDLXXII

e l’annotazione, a mano:

Coll. Parmensis  Soc.tis Jesu

 

Nello stesso scaffale altri due volumi riguardanti la stessa opera sono rilegati in modo diverso e non recano alcuna data di stampa.