Gaggie

 

 

Per un bel giorno  

 

Un cielo  cosė puro

un vento cosė leggero

non so pių dove sono

dove ero.

 

O gaggia nuda

bruna violetta

che  nel colore fugace

appassisci in fretta.

 

Giorno che te ne vai

e non sai nulla di me e della violetta

che  tanto amo

e del ramo

nudo della gaggia,

giorno non andare via.

 

                        A. Bertolucci

                        Lettera da casa, 1951

 

Ricordo di fanciullezza

 

Le gaggie della mia fanciullezza

dalle fresche foglie che suonano in bocca...

Si cammina per il Cinghio asciutto,

qualche ramo pių lungo ci accarezza

la faccia fervida, e allora, scostando

il ramo dolce e fastidioso, per inconscia vendetta

si spoglia di una manata di tenere foglie.

Se ne sceglie una, si pone lieve

sulle labbra e si suona camminando,

dimentichi dei compagni.

Passano libellule, s'odono le trebbiatrici lontane,

si vive come in un caldo sogno.

Quando pių la cicala non s'ode cantare,

e le prime ombre e il silenzio della sera ci colgono,

quasi all'improvviso, una smania prende le gambe

e si corre sino a perdere il fiato,

nella fresca sera, paurosi e felici.

 

                                        A. Bertolucci

                                      Fuochi in novembre, 1934